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Non si può raccontare

la storia di Lino

senza descrivere la bellezza della Sardegna.

Manolo Cattari, Psicologo dello Sport, racconta:

 

È dura la pietra in Sardegna. Scolpita e sagomata dal maestrale e dal sale, racconta di una terra antica, che resiste ai cambiamenti delle ere conservando la sua bellezza. E sono dure le persone che la calpestano. Sferzate dalla vita e dagli eventi, che non puoi prevedere e che la stravolgono, resistono e vanno avanti nonostante tutto. Lino Cianciotto è sardo. Sardissimo. Genitori di Fonni, nasce a Muravera 57 anni fa e da bambino vive a Fluminimaggiore.

Fa la guida ambientale e il fotografo (ha in attivo diversi Guide e libri fotografici sulle bellezze dell’Isola) e per molti è conosciuto come quello che organizza le passeggiate al chiaro di luna per le dune di Piscinas, per ascoltare i bramiti del cervo sardo.  naturalmentesardegna.org

È una guida paralimpica: “Durante un’escursione a Buggerru, 800 chili di roccia calcarea di 530 milioni di anni fa, l’equivalente di un piccolo frigorifero, si è staccata dalla parete e mi ha schiacciato la gamba.

Mi hanno dovuto amputare la gamba destra”.

Lino è un’esploratore, si è arrampicato e ha girato in lungo e in largo e in alto e in basso la Sardegna facendo cose ben più pericolose della passeggiata a Buggerru. Per dirla con le sue parole: “Sono scivolato su una buccia di banana”.   L’incidente è capitato 7 anni fa mentre da guida accompagnava un gruppo di turisti: “Da subito è stata chiara la gravità del problema, ma non mi sono demoralizzato: mi sono fatto aiutare prima nell’immobilizzazione dell’arto, dopo è arrivata l’ambulanza e il soccorso alpino”. Da buon comandante, che non abbandona mai la propria nave in tempesta, non solo si è premurato di far rientrare gli escursionisti, ha anche chiamato il ristorante per disdire la cena: “Ciao Tore ti devo chiedere una cortesia, mi puoi rimandare la cena perché oggi ho avuto un piccolo problemino che spero di risolvere”. Sarà dura la pietra in Sardegna… ma Lino.   Quella di Lino è una storia di resilienza. Perché è la storia di un uomo che non molla: “Il mio primo obiettivo è stato subito quello di poter camminare come prima. Avevo degli impegni con clienti e forse è stata questa la leva che mi ha portato a bruciare i tempi”. La protesi arriva nel suo caso come una liberazione, finalmente può riprendere a camminare, ma non solo. Con la protesi giusta può andare in mountain bike, fare snorkeling, andare in canoa e perfino arrampicarsi. Da atleta paralimpico, il suo girare in lungo e in largo per l’Isola assume i colori di impresa.

Ciò che fa è svegliare le coscienze: la disabilità non è un limite.

Così partecipa all’UTSS di Baunei nel 2017, il Trail del Marganai  (2018 e 2019) e lo Sky Race a Villacidro (2018 e 2019). Inoltre promuove e organizza da tre anni la 24 ore in Cammino nella Costa delle miniere, oltre 62 km di percorrenza nei sentieri costieri del sud ovest della Sardegna. Per i non tecnici, tutte gare di corsa in ambiente naturale con importanti difficoltà e dislivelli. Fino ad essere il primo atleta disabile a chiudere in autonomia il famoso Selvaggio Blu di Baunei in 30 ore nell’aprile 2019, percorso da Pedra Longa a Cala Sisine, passando per falesie a strapiombo sul mare e salite in corda insieme a Stefano Gervasoni, Angelo Lobina, Matteo Cara e Andrea Cossu. Da molti definito il percorso di trekking più bello d’Europa.

Non si può raccontare la storia di Lino senza descrivere la bellezza della Sardegna.

Bellezza che deve essere accessibile a tutti: “Mi duole dirlo da operatore del turismo, ma in Sardegna, e non solo, rispetto all’accessibilità siamo molto indietro”. Ormai mission di vita di Lino è quella di pensare all’accessibilità nell’escursionismo: “Io per lavoro definisco delle metodiche per lo sviluppo del territorio, quindi non sto facendo altro che inserire un nuovo parametro, quello dell’accessibilità. L’accessibilità la possiamo misurare inserendo degli indicatori e capendo quali sono le condizioni e le caratteristiche di quello che dovrà accedervi (bicicletta, cavallo, automobile, soggetto con diverse capacità tecniche ecc…). in questo momento sto lavorando per individuare i parametri e creare dei percorsi specifici”. L’obiettivo è dunque di pensare al nostro territorio con nuovi scenari di fruibilità o per dirla con le sue parole: “Se rendo accessibile un luogo apro due opportunità̀, una di natura economica, perché includo persone che hanno capacità di spendere, la seconda opportunità̀ è di tipo sociale, poiché permetto a delle persone di accedere a un luogo che sino a quel momento sarebbe completamente precluso”.

La disabilità non esiste appunto!

Lino Cianciotto

Una guida in gamba

2021 – Edizioni Enrico Spanu

Il 3 febbraio 2013, durante un’escursione sulle alture di Buggerru, un masso di quasi una tonnellata si stacca dalla roccia e precipita rovinosamente sulla gamba destra di Lino Cianciotto.

Amputazione e protesi. In poco tempo, con una volontà inossidabile, Lino riprende la sua attività di guida ambientale e le sue passioni: speleologia, trekking, arrampicata, kayak, snorkeling, mountain bike, maratone no stop.

In questo libro, tra avventure estreme ed episodi venati di drammaticità e di umorismo insieme, Lino racconta la sua esperienza di “diversamente disabile”.  Ne emerge il ritratto a tutto tondo di un uomo profondamente consapevole di sé, dei suoi limiti e delle sue possibilità.

Prefazione di Luca Pancalli, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico

Tiziana Nasi, Presidente della Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici

Con la testimonianza di Manolo (Maurizio Zanolla) climber, alpinista, guida alpina

128 pagine nel formato 17 x 24 cm, in italiano.

Disponibile in tutte le Librerie e negli Store on line.

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